Il santuario di San Magno è un santuario dedicato al culto di san Magno martire (protettore del bestiame e dei pascoli, principali fonti di sostentamento delle popolazioni locali), situato nel territorio del comune di Castelmagno in valle Grana (Alpi Cozie piemontesi) ad una altitudine di 1761 m s.l.m., lungo la strada che sale al Colle Fauniera. Normalmente è aperto ed attivo da giugno a settembre, periodo nel quale viene anche offerto il servizio di pernottamento e ristoro dei pellegrini negli appositi alloggi, la festa del santo e del santuario è collocata al 19 agosto.
La cappella, tuttora esistente e ben restaurata, si trova dietro l’altare maggiore del santuario. Normalmente è accessibile durante il periodo di apertura del santuario. Indicata genericamente come cappella antica, si tratta invece di una struttura costruita in due periodi distinti, dove la primigenia cappella Allemandi venne ampliata ad opera del Botoneri, il quale ne modificò la struttura e soprattutto la decorazione.
La cappella Allemandi
Il Riberi descrive la piccola cappella come preceduta da un porticato e protetta da un pesante cancello per prevenire furti e saccheggi. Il piccolo edificio, costruito attorno al 1475 in stile gotico e di sobria esecuzione, è attribuito a tale mastro Pietro da Saluzzo, autore di altre cappelle e chiesette a valle.
La cappella Botoneri
La chiesa che inglobò la prima cappella venne edificata nel 1514 e decorata da tale Giovanni Botoneri, un frate francescano di Cherasco. Il Riberi sottolinea l’assenza da parte dell’artista di qualsiasi tecnica rinascimentale, fatto che oggi le rende particolarmente pregiate.
Gli affreschi avevano come scopo principale la catechesi della popolazione locale, povera ed analfabeta, che, grazie alle immagini, poteva venire a conoscenza di quanto narrato e descritto nei Vangeli. Oltre agli eventi salienti della Passione, morte e Risurrezione di Cristo, sono raffigurati anche santi particolarmente legati alla tradizione locale.
Nel 1894 la cappella fu oggetto di scavi per il rifacimento del pavimento, i quali riportarono alla luce diverse sepolture ed antichi reperti, fra cui anche la lapide ora incastonata nella parete posteriore del santuario. Purtroppo l’incuria di chi effettuò quegli scavi comportò la distruzione o la perdita di molti di quei preziosi reperti.


Inno a S. Magno soprano Taravelli Simona
MMC archi
MMC ottoni e voci












